Tra un ciclo e l’altro di Pma: come prendere al meglio le nostre decisioni

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“Tutti i giorni ci troviamo a dover prendere delle decisioni, alcune sono automatiche altre sono meno facili. Accade che molte coppie che affrontano un ciclo di PMA sono chiamate a prendere decisioni difficili e che possono creare dei blocchi decisionali”.

“Come possiamo aiutare queste coppie? Intanto – spiega Federica Faustini, psicologa e psicoterapeuta del centro B-Woman – partire dal presupposto che non esiste la decisione perfetta, ma che ogni scelta implica sempre la rinuncia a qualcosa e anche un certo grado di paura nel momento in cui la si percorre. Poi potrebbe essere molto utile immaginare cosa si sceglierebbe di fare se non ci fossero interferenze o terze persone perchè spesso ci lasciamo condizionare da fattori esterni e quindi per la coppia può essere utile immaginare uno scenario in cui nessuno sappia e nessuno si preoccupi delle decisioni prese. Poi bisogna capire come arrivare a prendere una decisione: perchè ci sono alcune persone che preferiscono farlo in modo razionale, allora lì è importante raccogliere tutte le informazioni disponibili per valutare i pro e i contro ad esempio di un trattamento e tutte le opzioni alternative adatte per quella coppia e immaginare un albero dove ciascun ramo corrisponde ad una opzione, ad una alternativa. Si chiede, così, alla coppia di confrontare i rami tra di loro e di scegliere in base alla probabilità che si verifichino i benefici attesi rispetto ai costi. Altre coppie sono invece più focalizzate sul costo emotivo di una scelta e quindi sulle conseguenze negative. Quello che allora si può fare e chiedere a quella coppia o a quella persona, quale costo emotivo sia più in grado di tollerare. Ad esempio immaginiamo una donna che è indecisa se iniziare un nuovo ciclo di PMA o fermarsi. Le si potrebbe chiedere in base alle sue caratteristiche, alla sua personalità, alle sue risorse personali, ma anche ai suoi bisogni, quale delle conseguenze emotive sarebbe più disposta a tollerare: se affrontare emotivamente un eventuale insuccesso o affrontare l’eventuale risentimento o rimorso per non aver ritentato. Quello che facciamo noi in stanza di terapia, non è sostituirci alla coppia ma dare gli strumenti per poter decidere in modo che sia il più possibile in linea con i propri bisogni e con le proprie esigenze personali. Aiutiamo poi ciascuno a lavorare sulle paure che normalmente accompagnano ogni processo decisionale”.


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