Come affrontare la fase del transfer nel percorso di PMA

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Il giorno del trasferimento embrionale, è il momento emotivamente più intenso per la coppia che sta affrontando un percorso di PMA, essere arrivati al transfer significa che la coppia ha affrontato con successo tutti gli step precedenti, ma ancora non sa quale sarà l’esito, quindi è normale che questa fase sia dominata egualmente da sentimenti sia di fiducia che di paura.

Come gestire emotivamente questa fase del transfer 

Spesso la coppia pretende molto da se stessa, cercando di essere “perfetta”, ha bisogno di controllare ogni cosa e teme che ogni forma di ansia, di preoccupazione, di agitazione il giorno del transfer possa rovinare il trattamento o addirittura ridurre le probabilità che avvenga l’attecchimento. Ciò che è molto importante tenere a mente è che non sarà lo stato emotivo con il quale la coppia affronterà questo momento a determinare il risultato.

Gli studi scientifici peraltro ce lo confermano: ansia, agitazione e stress prima di un trattamento non interferiscono e non condizionano negativamente l’esito stesso. Questo significa che si è arrivati fino al transfer la coppia ha già fatto tutto ciò che fosse possibile fare all’interno del percorso, bisogna quindi accettare il fatto che tutto quello che accadrà dopo non dipenderà più da noi.

I consigli 

È invece importante capire come prendersi cura di se stessi in questa fase, partendo proprio dalla coppia. Spesso gli uomini non possono entrare in sala operatoria, quindi può essere utile organizzare a priori come si deciderà di trascorrere insieme quella giornata una volta usciti dal centro, facendo anche qualcosa di diverso dall’ordinario. Una decisione da prendere a priori riguarda anche la gestione della rete familiare e/o amicale che è a conoscenza del percorso che sta affrontando la coppia. Se si sono effettuati già ulteriori cicli in passato, può essere utile prendere spunto proprio dalle esperienze pregresse e vedere cosa ha funzionato e cosa no, cosa aveva reso questa fase ancora più faticosa? Alcune persone desiderano che gli altri siano a conoscenza di ogni fase del percorso e quindi tollerano bene la condivisione del momento del transfer, altre persone invece preferiscono che rimanga un momento intimo e privato da condividere solo con il proprio partner, c’è ad esempio chi non vuole generare aspettative esterne da parte di terze persone, poiché temono che questo aumenti il proprio stato di ansia e pertanto preferiscono non dire nulla, non c’è una scelta giusta o sbagliata, la cosa importante è che si decida insieme come affrontarlo. Se la coppia , per obblighi lavorativi, non potrà trascorrere il giorno del post transfer insieme, allora può essere utile incontrarsi durante la pausa lavorativa, se invece si è fisicamente lontani, ci si potrà prendere cura di quel momento organizzandosi con un’amica o un’amico, questo è importante farlo specialmente quando, fatto il transfer, la mente inizia subito a viaggiare su quello che sarà l’esito, generando paure, alimentando ansie, quando queste emozioni diventano poco tollerabile è fondamentale provare a condividerle con qualcuno, perché una volta esternate, generalmente si ridimensionano. Solitamente queste paure aumentano quando ci si avvicina al giorno delle beta, ne abbiamo parlato di recente in questo articolo Come gestire le attese degli esiti nella PMA


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