Aspetti psicologici legati all’età nei trattamenti di fecondazione assistita

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Molte persone che si sottopongono a trattamenti di fecondazione assistita dopo i 40 anni, si interrogano se sia giusto diventare genitori a questa età.

 

“Naturalmente, afferma la psicologa e psicoterapeuta del centro B-Woman Valentina Berruti, non esiste una risposta universale, poiché diversi fattori come l’età del partner, la rete sociale, la situazione economica e il supporto familiare devono essere presi in considerazione.

Negli ultimi anni, c’è stato un cambiamento evidente in questa tendenza spiega la psicologa”.

“Secondo una relazione del Ministero della Salute del 2022, continua l’esperta, l’età media delle donne che si sottopongono a trattamenti di fecondazione assistita con ovociti donati è di 41,8 anni. Ciò indica che alcune donne hanno dovuto posticipare la maternità per ragioni legate al tempo necessario per la realizzazione personale e alle sfide nel trovare una relazione stabile dopo un lungo periodo di concentrazione su altri aspetti della vita. Il ritardo nel progetto genitoriale può portare a rimpianti per non aver preso in considerazione questa possibilità in precedenza e a una colpevolizzazione per scelte che, con il senno di poi, possono essere giudicate errate, considerando che con l’avanzare dell’età diminuisce la fertilità e la probabilità di concepire naturalmente”.

 

Fino a che età è giusto cercare di avere un figlio?

“La domanda su fino a quale età sia giusto cercare di avere un figlio, è una delle più comuni che le pazienti ci rivolgono, afferma la Dr.ssa Berruti. Il compito dello psicologo, però, non è tanto quello di fornire una risposta definitiva, bensì di comprendere cosa significhi per quella coppia l’arrivo di un figlio e quanto l’età avanzata possa influenzare la relazione genitoriale. La società impone limiti, ad esempio, nell’adozione e nella fecondazione assistita, ma è importante sottolineare che la scelta di diventare genitori in età più avanzata richiede una profonda comprensione di ciò che è meglio per il figlio che si desidera far nascere”.

 

“La coppia – spiega la psicoterapeuta – deve essere allineata nella decisione di avere un figlio più tardi, ma al contempo deve essere consapevole dei limiti, sia pratici che psicologici. Il discorso è complesso e non può essere semplificato affermando che, superata una certa età, non si può più considerare. In Italia, l’età media di vita è di 82,4 anni (dati ISTAT 2020), ma questo dato non può essere unico riferimento per decidere di avere un figlio. Dal punto di vista psicologico, è cruciale comprendere come la coppia vive l’esperienza di diventare genitori in età più avanzata”.

 

Da cosa dipende questa decisione?

“La decisione di diventare genitori dopo i 40 anni, conclude la Dr.ssa Berruti, dipende dalle circostanze individuali e dalle risorse disponibili per garantire il benessere dei figli. Una valutazione attenta e onesta delle motivazioni, delle risorse e delle capacità è fondamentale e la disponibilità a ricevere supporto da professionisti della salute mentale può essere essenziale per capire a fondo il significato di una decisione così importante”.


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