Le diverse risposte emotive all’infertilità e le strategie di adattamento della coppia

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La coppia vive l’infertilità  come un profonda crisi personale a cui poi si aggiungono lo stress e la sofferenza che spesso  accompagnano i percorsi di PMA.

Questi vissuti sono cosi intensi da avere un impatto in ogni area  della vita, accade cosi che ci si senta a disagio nel proprio corpo, che  non si riesca  più a comunicare con il proprio partner o ci si allontani dalle relazioni più importanti, dagli  amici o dai fratelli che concepiscono con facilità o dai familiari perché sembrano non capire, ci si preoccupa poi  dei costi e dei tempi sottratti al lavoro, la sessualità si impoverisce, perché percepita sterile e meccanica. Tutto questo è normale, ma è molto importante  cercare di mantenere una centratura in questo percorso, cercando di attingere a tutte le risorse personali e di coppia (che ci sono sempre) utili per riuscire ad affrontarlo con maggiori  energie fisiche  e mentali. E’ proprio dalla coppia che è importante iniziare, quando  si vive un momento di profonda crisi spesso ci si ritrova a mettere in discussione tutto, la relazione, il sentimento, l’affinità, in realtà spesso e volentieri quello che si crea  è per lo più un problema  di comunicazione, una comunicazione che si irrigidisce e che crea risentimento, la donna nel percorso di cura tende a iper-responsabilizzarsi, ha bisogno di documentarsi, di informarsi, di parlare e sfogarsi, l’uomo anche per cultura tende ad esprimersi di meno, a sopprimere le emozioni, a cercare la distrazione e i propri punti di fuga, questo porta entrambi a percepirsi poco interessati l’uno all’altra.

I vari modi di reagire e di affrontare la sofferenza

Quello che è importante capire che un modo diverso di reagire non significa necessariamente disinteresse, ma è semplicemente un modo differente di affrontare la sofferenza. E’ fondamentale quindi fermarsi ed ascoltarsi e trovare insieme nuovi modi per soddisfare i bisogni reciproci che possono essere per la donna il desiderio di sfogarsi e di non sentirsi sola e per l’uomo la possibilità di distrarsi trovando degli spazi liberi dall’infertilità. Anche trovare un focus che sia diverso dal tema del concepimento può essere molto importante per la coppia, i progetti comuni accomunano e rinforzano il legame. Un altro rapporto da tutelare è quello con il medico al quale ci si è affidati per il trattamento. Alcune  coppie hanno timore ad esporre al medico tutti i dubbi, i timori o le preoccupazioni legati al percorso da affrontare, a volte, terminata la visita, tornano a casa con alcuni interrogativi  che rimangono insoluti, poiché ritengono di non dover disturbare ulteriormente il ginecologo o poiché pensano che questi non gli risponderà.  Prima di prendere qualsiasi  decisione è importante che la coppia si riconosca il diritto di  poter chiarire ogni dubbio, ogni quesito, esigendo di ricevere discorsi chiari e semplici sull’iter terapeutico da affrontare.  Ci sono poi le relazioni con gli  amici e i familiari che non sono sempre semplici da gestire, il confronto con chi sta vivendo l’esperienza della gravidanza o con chi ha figli, è spesso doloroso ed è quindi importante che almeno in una fase iniziale, la coppia si protegga e si dia il permesso di evitare tutte quelle situazioni sociali che possano arrecare ulteriore sofferenza; a volte invece la coppia vorrebbe confidarsi, anche per liberarsi momentaneamente dal peso, ma allo stesso tempo teme di non riuscire a mettere un limite a tutte le domande che poi riceverebbe dalle persone con le quali ha condiviso il proprio vissuto. In questo caso può essere utile chiedere apertamente come si vuole essere aiutati,  avendo cura dei propri bisogni personali  e dei  propri momenti.

Importante: l’atteggiamento mentale con il quale si affronta la PMA

Infine l’atteggiamento mentale con il quale si affronta la PMA, è un altro elemento importante che condiziona il vissuto emotivo delle coppie in trattamento, spesso la coppia intraprendere il percorso carica di aspettative e di fiducia, questo è assolutamente normale, poiché in linea con i messaggi che ci invia la medicina moderna, dove tutto  curabile e tutto risolvibile, accade però  che in presenza di un eventuale fallimento, la delusione venga vissuta con ancora più sofferenza e abbattimento, portando poi a maturare un altro tipo di pensiero: “se non è andata bene questa volta allora non andrà bene mai”. E’ invece fondamentale che si arrivi al percorso con un’aspettativa realistica, preventivando sia il successo che l’insuccesso e che ciascun  partner non si focalizzi troppo sulle chances di successo di un unico trattamento quanto piuttosto provi  pensare in termini di “ciclo di più trattamenti”.


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